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a Settembre 21st, 2009

  1. 3×0, pag. 1/6

    Settembre 21, 2009 by Vaz

    Come detto in precedenza, in questa che si presume essere la versione definitiva di questo sito ripubblicherò tutto il materiale postato altrove nel corso degli anni e nella maggior parte dei casi ormai disperso.
    Visto che Girls just wanna have fun è praticamente finito (manca il lettering delle ultime 2 tavole) e in attesa di decidere se pubblicarlo anche qui, rispolvero la primissima storia realizzata con Chiara, che corrisponde poi al nostro esordio in una rivista cartacea nel lontanissimo autunno del 2003.
    Siore e siori, ecco a voi 3×0, in versione rimasterizzata! (Ovvero una nuova scansione delle tavole, quella precedentemente realizzata era pietosa)
    Una pagina al giorno per tutta la settimana!

    MAKING OF, PT. 1:

    3×0 è nato dal desiderio di mostrare che sapevo scrivere una storia meglio di altri. Nella primavera del 2003, nella fumetteria Star Shop di Pescara, mi capitò di dare un’occhiata al banco delle autoproduzioni, lato che generalmente trascuro. L’occhio cadde su una fanzine che sembrava particolarmente ben fatta, faMe!; una rapida sfogliata all’interno e il basso di prezzo di copertina mi convinsero ad acquistarlo. Una volta letto mi sono detto che alcune delle storie pubblicate facevano proprio schifo (si trattava del numero 7, se non vado errato), per non parlare di alcuni disegni che stavano lì giusto perché, immagino, il disegnatore è anche un redattore, o uno dei responsabili, non ricordo bene adesso, ma comunque ho reso l’idea. Notai anche la tendenza della direttrice, disegnatrice anche lei, allo stile giapponese e, dato che c’era la possibilità di collaborare con loro, mi decisi a spedir loro via e-mail come proposta di collaborazione le due tavole de Il negoziatore. La loro risposta non si fece attendere: in pratica, la storia era piaciuta, i disegni non tanto (e te credo, aggiungerei).

    Mi dissero infatti di mandar loro un soggetto, avrebbero provveduto loro a farlo disegnare a qualcun altro. E perché, pensai, farlo disegnare a qualche zozzone che non conosco e non posso supervisionare quando la mia collega Chiara Colagrande ha lo stile che è perfetto per questa fanzine (nonché MOLTO migliore della media dei disegnatori pubblicati)? Incassato da Chiara un “sì” di massima, mi misi al lavoro su una storia che potesse andare bene, non tanto quanto a tematica quanto per lunghezza di tavole; io infatti sono sempre portato a fare cose lunghissime (vedi l’infinito E.) o da una sola pagina, non avevo un’indicazione precisa, sapevo solo che dovevo rientrare nelle 6-7 tavole. Dato che la storia avrebbe dovuto disegnarla Chiara, volevo fare qualcosa che valorizzasse il suo tratto “mangofilo” (“alla CLAMP” rende di più l’idea, soprattutto se avete letto Chobits), anche se per me era un po’ difficile, non avevo mai scritto storie serie prima di allora e men che meno sulla scia dei giapponesi.

    Fortunatamente l’idea non si è fatta attendere, grazie anche alla nostra amica Sara e allo strano triangolo amoroso o presunto tale nel quale si stava invischiando all’epoca: i nomi che trovate nella storia sono infatti il suo e quello di Daniele, il suo ragazzo, e Mirko, ovvero il terzo incomodo.
    I ruoli dei due ragazzi, però, qui sono ribaltati rispetto alla realtà, così come l’aspetto dei tre non corrisponde assolutamente alle persone esistenti: per il character design io e Chiara passammo una sera, lei a disegnare ed io a dare indicazioni, in un pub sbevazzando Bacardi Breezer (buono!). Vi svelo un paio di cosette su ognuno dei tre: Sara inizialmente era molto più dark e aveva un vestito con lo spacco laterale, sostituito poi da uno più casto sia perché avrebbe fregato mezza sceneggiatura (capirete alle fine…), sia perché secondo Chiara così sembrava troppo aggressiva. Mirko e Daniele originali sono abbastanza grassottelli (per non dire panzoni) – a sentire le descrizioni della Sara originale – mentre qui sono entrambi magri, e se il primo ha una certa rassomiglianza con il protagonista di Chobits (l’ho già detto che Chiara stravede per le CLAMP?), il secondo è una citazione abbastanza spudorata di Teratani, uno dei personaggi di I”S (entrambi adoriamo Masakazu Katsura). Originariamente Daniele era pelato come Mastro Lindo, perché volevo che assomigliasse a Donato D’Annunzio, factotum della Scuola del Fumetto, ma anche per lui abbiamo optato per un’immagine più “soft”, anche perché questo personaggio era nella prima stesura del soggetto molto più rilevante & bastardo, in quanto fungeva da “elemento di disturbo” tra Sara e Mirko. La prima versione della storia, infatti, era molto più complicata, ma appena mi sono accorto che non sarei riuscito neanche a concluderla entro dieci tavole ho dovuto tagliare praticamente 2/3 del plot, mantenendo solo l’inizio e la fine… (CONTINUA)