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Il mio amico Enrico: Sì, viaggiare… pag. 1/3

1 Marzo 2010 by Vaz

Il mio amico Enrico è praticamente nato per caso.
All’inizio del 1999 si svolse la prima edizione del concorso “Ivan Graziani & Andrea Pazienza” (ora Andrea Pazienza & Pino Zac, ma credo non esista più) e, dato che non avevo mai partecipato ad un concorso di fumetti, tranne nel 1989-90 con Un albero, una casa, decisi di iscrivermi. Il problema era solo l’argomento: il viaggio. Non essendo mai stato un gran viaggiatore non si trattava di un tema che mi andava molto a genio, e la difficoltà maggiore era rappresentata soprattutto dalla lunghezza massima consentita della storia: due tavole. Con tutta la buona volontà non sono riuscito a rimanere entro questo limite e ho “sforato” di mezza tavola, constringendomi inoltre a ripiegare su un orribile finale tranciando di netto la narrazione. Non so come mi sia venuto in mente di fare una storia su Enrico, dato che all’epoca non lo vedevo né sentivo da quasi due anni, fatto sta che scelsi lui. Chiariamo subito una cosa, che mi è stata chiesta da tutti coloro che hanno già letto la storia: l’Enrico protagonista esiste realmente e il suo atteggiamento è qui riprodotto abbastanza fedelmente. Dico “abbastanza” perché l’originale è molto più volgare, disarmante quasi nella sua trivialità; eppure l’ho frequentato per anni, fino all’inizio del 1997, nonostante la sua perenne sigaretta mi asfissiasse e il suo continuo attaccare bottone con ragazze sconosciute, anche urlando loro dalla macchina in corsa, mi lasciasse un po’ perplesso. Una sagoma, insomma. (continua)

Come al solito, cliccate sull’immagine per vederla a schermo intero. Occhio che è piuttosto grande.


3 Comments »

  1. Hegmex ha detto:

    Ma questa storia è pura dinamite!
    Ma neanche a mettere assieme Benigni e Ceccherini, vien fuori una trama simile…!
    😆

  2. Vaz ha detto:

    Esagerato! 🙂

  3. Hegmex ha detto:

    Dovresti osare di più, però…
    Dacci in pasto l’originale, quello con scurrilità pari a cento!
    😆

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