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a Marzo 17th, 2010

  1. Il mio amico Enrico 2: Fire on the dance floor, pag. 5/17

    Marzo 17, 2010 by Vaz

    (segue)
    La storia si sviluppa, per forza di cose, a ritroso; la vicenda principale, difatti, si svolge a colpi di flashback (riprendendo un topos delle storie targate Bonelli, gli avvenimenti passati si differenziano grazie alle vignette dagli angoli arrotondati), con Enrico e TSN che rievocano una festa alla quale si erano recati poco prima di partire per l’InterRail. Dicevo, la storia si sviluppa per forza a ritroso. Se avete letto Enrico parte prima, ricorderete che TSN alla fine della storia afferma che dopo l’avventura dell’InterRail non aveva più frequentato il suo compagno di viaggio. Ovviamente non potevo fargli rimangiare quell’affermazione, per questo motivo sono stato costretto ad ambientare tutto prima dei fatti svoltisi nell’episodio precedente. E, alla fine, Fire on the dance floor, si è trasformato in un prologo/sèguito, nello stesso tempo, come potrete vedere nell’evolversi della storia. (Due parole, velocemente, sul titolo: Fire on the dance floor è una citazione musicale, si tratta infatti della “storpiatura” di una canzone che sentivo molto spesso mentre stavo disegnando, Murder on the dance floor di Sophie Ellis Bextor.)

    Con questo fumetto ho provato, con risultati alterni, a disegnare delle vignette un po’ più grandi rispetto ai miei standard di allora; nonostante mi sforzassi, infatti, alla fine tendevp sempre a fare tutto delle dimensioni di un francobollo, cosa evidentissima nelle prime tavole. La prima, infatti, ha delle vignette molto grandi, cosa giustificata anche dal fatto che, come al solito, non avevo ancora un’idea precisa della trama che volevo sviluppare; una mia caratteristica è che quando non so che cosa sto facendo, o ne ho un’idea molto vaga, faccio dei disegni grandi, quasi fossero degli escamotages per prendere tempo (ci metto di più a disegnare così ho più tempo a disposizione per riflettere, contemporaneamente, sulla strada che la vicenda deve imboccare) e sviluppare nella mia mente la sceneggiatura. Una volta decisa a grandi linee la trama ho preso a disegnare più velocemente, come testimoniano le tavole successive, dove le vignette rimpiccioliscono sempre più fino ad arrivare alla dimensione “standard”. Non è stato facile portare a termine questa storia e infatti sono rimasto bloccato per tutta l’estate a 3/4 di sceneggiatura per due problemi in successione: prima, avevo già in mente il finale ma non sapevo come arrivarci; e poi, una volta trovato il modo di far progredire la storia, non ne ero più soddisfatto per cui ho deciso di cambiarlo; con il risultato di impiegare più di sei mesi per una storia di 17 tavole.