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LIBRO FUORI CATALOGO

Disegnare male non è facile.
Bisogna metterci tanto impegno, solo col tempo si riesce a disegnare male come si deve.
Ed è questa è la strada percorsa da Vaz, l’autore dell’albo che tenete tra le mani, il primo di una collana che ospiterà di volta in volta i più promettenti talenti dei webcomics italiani.
Si può dire senza timore di essere smentiti che Vaz rappresenti il punto di arrivo del fumetto disegnato male. Queste parole potrebbero sembrare offensive o gratuitamente cattive, ma così non è.
Lo stile di Vaz, così come lo potete apprezzare in questa raccolta, è infatti il risultato di anni dedicati ai webcomics. Vaz non è affatto un novellino, anzi è uno degli autori italiani più longevi nel fumetto sul web, avendo cominciato ben cinque anni fa a pubblicare fumetti in rete, pur con qualche pausa nel mezzo.
Nel corso di questi anni e con il tempo, quelli che potevano essere disegni elementari e approssimativi hanno acquisito una sempre maggior sicurezza, diventando non solo riconoscibili e identificativi delle sue storie, ma adattandosi perfettamente al suo modo di intendere il fumetto.
E non è detto che un disegno schematico o approssimativo possa essere un difetto o un limite. Prendiamo una delle migliori strisce che si leggono sui giornali di tutto il mondo come Dilbert o un webcomic straniero molto noto come xkcd. I disegni non sono eccezionali e, soprattutto nel secondo caso, sono davvero essenziali; ciò nonostante il segno è funzionale e rende immediata la fruizione della striscia. Inoltre, un tratto semplice come quello di Vaz elimina tutto ciò che è specifico e particolare, consentendo al lettore di giungere subito al significato universale; chi non riconosce un viso sorridente in uno smiley, pur essendo questo ben diverso dalla complessità di un volto umano?

(dalla prefazione di Alberto “Albo” Turturici)

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