Violent Storm
[Konami, 1993]



Nella prima metà degli anni 90 i picchiaduro a scorrimento erano veramente dappertutto, forse il genere più in voga del periodo, e non c'è da stupirsi se anche Konami decise di realizzarne uno personale, cioé non legato a licenze di alcun tipo (come Aliens, Asterix e The Simpsons in precedenza). In questo Violent Storm controlliamo tre baldi giovani che, viva l'originalità, devono salvare una loro amica, rapita da un misterioso essere verdognolo a cavallo di una moto. I tre protagonisti sono: il fighetto Wade, il più serioso Kyle e il buffo nero Boris, che sembra una versione punk di Steve Urkel di "Otto sotto un tetto".

Dal lato tecnico, il gioco è molto ben fatto: sprite piuttosto grossi, colorati e ben animati, buona varietà di mosse e soprattutto un buon accompagnamento musicale. Le musiche infatti sono allegre e coinvolgenti, spaziano dal pop al rockabilly all'hip hop (pure con un po' di cantato) e alcuni degli effetti sonori sono molto buffi: tutto ciò si sposa perfettamente con i vari elementi di comicità che i game designer hanno voluto inserire. Infatti nonostante il titolo del gioco questo picchiaduro non ispira nè violenza nè brutalità, anche grazie alla caratterizzazione dei vari personaggi (vedasi Boris), ma è ricco di momenti comici quando non demenziali: nemici che si appiattiscono quando finiscono sotto una pressa, maialini da raccogliere e trasformare in palloni da rugby da lanciare addosso agli avversari, e un ometto chiamato Dec Nagakawa che finisce KO due volte nel corso del gioco, solo per citarne alcuni.
Per il resto, il più grosso difetto del gioco è la sua scarsa originalità: molte cose in effetti sembrano riprese pari pari dal gioco che forse è la più grande fonte d'ispirazione per i picchiaduro a scorrimento, ovvero Final Fight.
Non solo i due giochi si somigliano molto (e fin qui nulla di strano, tutti i beat 'em up a scorrimento si somigliano...), ma alcuni livelli sembrano quasi uguali e addirittura posti nello stesso ordine, ovvero il 3° e 4° livello dei due giochi, in entrambi i casi le strade e il bar di un quartiere malfamato e una sorta di centrale elettrica. Direi che si può quasi parlare di plagio!
Ci sono poi altre situazioni simili, ad esempio quando in Violent Storm i nostri eroi si trovano a dover affrontare una sorta di cavernicolo in una gabbia, il tutto ricorda molto Final Fight nel punto in cui ci si trova all'improvviso su di un ring è si è costretti ad affrontare Sodom.

I nemici che si incontrano nel gioco purtroppo sono decisamente pochi in quanto a varietà (una dozzina circa di tipi diversi, senza contare le odiose ricolorazioni) e presto viene a noia gonfiare di botte sempre gli stessi punk e esperti di arti marziali. Discorso opposto invece per quanto riguarda i boss, che sono invece tra i più bizzarri che abbia mai visto in un gioco del genere: si va da un bigliettaio (!) gobbo e mostruoso a un culturista che diventa una statua quando perde, da un tizio con una sorta di jetpack e braccia meccaniche allo strano tipo verde di cui si parlava prima, per finire con l'ultimo boss che è una diretta citazione da Tetsuo dal celebre manga e film "Akira" (e che non centra nulla con il resto del gioco, ma vabbé...).
E ora la parte finale, e più divertente, della recensione: come saprete la Konami ama molto autocitarsi nei propri giochi, gli esempi sono tantissimi, e questo Violent Storm non fa eccezione. In particolare in questo gioco ci sono bizzarre citazioni ad altri picchiaduro a scorrimento della casa, soprattutto per quanto riguarda l'aspetto dei boss. Il quarto boss è un tizio dotato di vari congegni che assomiglia tantissimo all'esoscheletro giallo che si usa nel finale di "Aliens" contro la regina aliena (e ovviamente ispirato a quello del film omonimo), mentre il sesto...beh, sembrerebbe un pastone di elementi presi dal picchiaduro delle Tartarughe Ninja e quello dei Simpson!! Non ci credete? Beh, il suddetto tipo ha una bandana sugli occhi, ginocchiere e uno scudo sulla schiena che sembra un po' il carapace di una tartaruga, mentre la stazza, gli occhi a palla e il sorriso ebete non possono che far pensare a Homer! Pure alcune animazioni sono riprese dai due giochi, ad esempio il voletto in stile "Superman" che il boss fa ogni tanto è quasi uguale al breve volo che fanno i Simpson nel videogioco quando iniziano la partita o perdono una vita! (che dite, sono pazzo o ho solo giocato a troppi picchiaduro? ;) ). Un'altra citazione è il fatto che nel livello finale ci siano dei coin-op tra cui uno chiamato "Scramble", che è il titolo di un vecchissimo (1981) sparatutto Konami.
Immagino che non ne possiate più di leggere, quindi chiudo qui: in sintesi Violent Storm è fatto professionalmente, è divertente, ma non aggiunge poi molto al marasma dei picchiaduro a scorrimento dei primi anni 90!

- Boyakki

© 2007 MamEnd Team.